IL CASO DELLA FOCACCIA DI RECCO IGP NON PIU’ ESPORTABILE FARA’ SCUOLA

Il caso della Focaccia di Recco, che, dopo aver ottenuto il marchio Igp (Indicazione geografica protetta) dall’Unione europea, non può essere più esportato, è destinato a fare scuola.

Il riconoscimento e la certificazione della qualità dei nostri prodotti, la loro tracciabilità, è l’unica vera battaglia per il futuro.

Ma bisogna fare molta attenzione, perché l’Europa è un grande strumento di tutela, ma anche un “mostro” di burocrazia e ogni protezione può trasformarsi in un vincolo pesante.

E’ necessario stare molto attenti alla rigidità dei disciplinari e in generale dei marchi di riconoscimento, perché la protezione non deve diventare un boomerang per la commerciabilità del prodotto.

Vale anche per altri casi che ho vissuto direttamente, come tartufo e vino, e per tutto ciò di cui mi sto occupando come membro della Commissione Sicurezza Alimentare del Parlamento Ue.

Credo, però, che una soluzione si possa trovare. Ho già preso contatti con il Sindaco di Recco, mettendomi a disposizione, e con la consigliera regionale Lilli Lauro, che mi aveva segnalato la situazione, in modo da valutare i percorsi per intervenire con l’Unione europea. Sono convinto che una strada sia possibile, coinvolgendo anche la Regione.

 

 

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