C’è l’amore per la nostra terra e poi c’è l’Imu per i terreni agricoli…

Dei quotidiani balzelli che il governo Renzi sta caricando sulle spalle dei cittadini di questo Paese, l’Imu sui terreni agricoli nei territori collinari e di montagna rappresenta uno dei più assurdi e nefasti, perché rischia di vanificare tutto lo sforzo che i nostri contadini e imprenditori stanno facendo, da anni, per garantire un futuro a questi luoghi.

Dopo mesi di proteste, rinvii e informazioni sommarie e confusionarie che hanno generato un totale caos, nei giorni scorsi il governo ha fatto una parziale marcia indietro, mantenendo comunque la tassa per i comuni parzialmente montani, 27 in Piemonte di cui circa la metà nella Granda, ancora una volta senza tenere conto delle singole peculiarità territoriali.

Difficile comprendere quale sia la logica.

La terra, la nostra terra, è una risorsa da valorizzare e non un fardello inutile di cui sbarazzarsi. Un patrimonio che i nostri padri e i nostri nonni hanno conquistato e difeso con la fatica del proprio lavoro, contribuendo, qui più che in altri luoghi, a marcare i lineamenti stessi di questa regione e di questa provincia.

Sembra che il governo non sappia, o abbia dimenticato, quanto l’opera di cura che i singoli cittadini dedicano al proprio territorio contribuisca a mantenerlo vivibile, in ordine e sicuro.

E che la terra è il nostro passato, il nostro presente e vogliamo continui a essere anche il nostro futuro.

 

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