CIMICE ASIATICA: OK DA EUROPA A IMPORTARE PARASSITA ANTAGONISTA

 

L’Unione europea non vieta la possibilità di importare il Trussolcus Halyomorphae, il parassita “buono” che potrebbe essere la soluzione contro la dilagante invasione della cimice asiatica.

Sul tema aveva presentato ad ottobre un’interrogazione al commissario Ue all’Agricoltura Phil Hogan.

Il tasso di contagio della cimice asiatica è molto alto (47% rispetto a 2-3% di altri organismi paragonabili), un elemento che la sta rendendo una vera e propria piaga per molte coltivazioni del Nord Italia. Negli ultimi cinque anni l’insetto si è diffuso in modo esponenziale in diverse parti del Paese e in particolare in Piemonte, dove sta provocando gravi danni sulla frutta e sulle oleaginose, soprattutto il nocciolo.

A questo punto la scelta spetta all’Italia, per questo ho scritto al ministro Martina, chiedendo di verificare la normativa nazionale e di intervenire per risolvere un problema che sta mettendo seriamente a rischio molte delle nostre produzioni.

L’uso dei prodotti chimici attualmente in commercio si è rivelato inefficace, bisogna investire su metodi naturali. Il Trussolcus Halyomorphae in paesi come l’Oregon ha portato buoni risultati, facendo da antagonista naturale alla cimice asiatica e senza danneggiare l’equilibrio ambientale.

Si tratta di un imenottero parassitoide che deposita le proprie uova in quelle della cimice e si nutre di esse. Viene considerato un parassita “buono”, perché vive strettamente legato alla cimice e non produce danni diretti o collaterali all’ambiente.

 

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